Dalla Padella nella Brace!

Come volevasi dimostrare e come si poteva sospettare da subito dato il cigolante e raffazzonato centro-destra. E adesso godiamoci questo nuovo Campione progressista dall’animo rosso ma con l’uniforme del “grillino”.

 

SÌ ALLO IUS SOLI E ADOZIONI GAY; ECCO CHI È FICO, IL GRILLINO “COMUNISTA” PRESIDENTE DELLA CAMERA

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SÌ ALLO IUS SOLI E ADOZIONI GAY; ECCO CHI È FICO, IL GRILLINO

Non ci sono foto che lo ritraggono intento a baciare la teca di San Gennaro, ma Roberto Fico Napoli ce l’ha nel sangue.

Nato a Posillipo, classe 1974, il neo presidente della Camera è un grillino della primissima ora, componente dell’ala ortodossa del Movimento 5 Stelle. Ha fondato nel 2005 quello che è diventato uno dei più grandi Meetup pentastellati. Dopo il diploma al liceo classico Umberto I (lo stesso da cui proviene Giorgio Napolitano), si laurea a Trieste con 110/110 e lode in Scienze della Comunicazione, con tesi dal titolo “Identità sociale e linguistica della musica neomelodica napoletana”.

Un Gianni Celeste della politica insomma. Un Erasmus alla Facoltà di Scienze Sociali di Helsinki e un master in Knowledge management organizzato dai Politecnici di Palermo, Napoli e Milano su cui aleggia una sorta di mistero (c’è chi sostiene che questo master non esista). La carriera lavorativa annovera un’esperienza da tour operator a Genova; una da ufficio stampa a Roma; una da redattore nella sezione umanistica di una casa editrice napoletana, una da operatore di un call-center e una come manager di un grande albergo partenopeo. Poi, ha dichiarato il diretto interessato, “a un certo punto ho deciso di vivere di rendita con i risparmi che avevo messo da parte con i lavori del mio passato”.

E ha aperto, con poca forturna, una ditta per importare tessuti dal Marocco.

Poi il pallino della politica. A 18 anni Fico vota per Bassolino e poi per Rifondazione Comunista. Tanto è l’amore partenopeo che nel 2010 si candida a governatore della Campania e nel 2011 a sindaco di Napoli. Esperienze nefaste: prese l’1,34% prima e l’1,38% dopo. Nonostante ciò, il suo nome per la presidenza della Camera è in pole position già nel 2013. I grillini votano compatti, ma la sorte (e soprattutto gli altri partiti) non lo aiutano.

Ma l’ingresso in Parlamento e l’esordio da deputato sono già un successo. In compenso non perde tempo a puntare il dito contro quella che gli ha soffiato lo scranno: “Laura Boldrini usa l’Aula come se fosse una semplice tv commerciale attraverso la quale migliorare la propria immagine”. Poi arrivano la carica di capogruppo M5s alla Camera e quella di presidente della commissione di Vigilanza Rai. In quest’ultimo periodo, Fico fa parlare di sé per gli attacchi a Porta a Porta (“Io la chiuderei e farei un altro tipo di trasmissione”) e a Bruno Vespa (“Ha un contratto milionario e non è nemmeno un dipendente Rai”), ma anche a Fabio Fazio (“Classico comunista col cuore a sinistra e portafogli a destra”).

Promuove invece Crozza e difende a spada tratta la trasmissione Report (forse perché la Gabanelli è uno dei guru giornalistici pentastellati?). Se sospendono Report gli italiano sospendano il pagamento del canone”, disse nell’aprile 2017 in merito a una puntata sui vaccini contro il papilloma virus. Poi arriva il momento della guerra interna per la leadership contro Luigi Di Maio, delle divergenze coi vertici del M5s e delle rivolte sedate dai vertici stessi.

Barbetta, collanina, braccialetti, ostile alla cravatta, Fico si è sempre detto favorevole alle adozioni e ai matrimoni omosessuali, all’eutanasia per i malati terminali, allo ius soli (al contrario di quanto sostenuto da Grillo). Sull’immigrazione considera i Cie una vergogna tanto da opporsi alla linea Minniti e condividere invece il pensiero di Gino Strada fondatore di Emergency. Le battaglie ambientaliste chiudono poi il cerchio di quello che si può definire un comunista grillino. Adesso la partita più difficile: dimostrare di essere super partes.

Fonte: qui

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Cosimo
Mar 25
Italiani, secondo me se passa lo ious soil, sé non danno il reddito di cittadinanza, sé non mandano via i clandestini, se non danno il lavoro come hanno detto rompendoci le palle da due anni, il consiglio migliore e una grande rivoluzione senza più scuse e senza più ripensamenti.
Mar 25
Ma questo è un comunista a tutti gli effetti. Ci sbarazziamo della boldrini e ci mettiamo a sto pulcinella??? Ma che c**o di governo si prospetta??!!!
Valentina
Mar 25
No ius soli
Michael Night
Mar 25
Lo ius soli nooooooo!!!!!!!! È uno schifoooooo!!!!!
Daniela Tola
Mar 25
Dalla padella,nella brace!!!!
bagarre terribile
Mar 25
ma vatti a sparare brutto pezzo di comunista che sei nascosto tra i panni di grillino
Emanuele
Mar 25
Complimenti… un comunista in veste cinque stelle… siamo messi male.. e loro dovrebbero cambiare la politica nazionale??? E come???
Lucia Scandaletti
Mar 25
Fico sarà odiato come Boldrini e in tempi più brevi. Farà perdere consensi a M5S. Con buon tornaconto per Salvini.
Anonymous User
Mar 25
Di Maio è riuscito a liberarsi di un concorrente scomodo che detesta. Come contropartita ha dovuto votare la miglior consulente legale di Berlusconi alla seconda carica dello Stato. Complimenti.
Mar 25
Io sento odore di guerra. Questi personaggi sono tutti uguali, usano raggiri per fregare. A questo punto ci vuole una ribellione popolare altrimenti questo è il colpo di grazia
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No comment!

O meglio, commento sì! Lei si fa finalmente una autoanalisi della sinistra e della LuE (oooopst scusate volevo dire LeU) ma ha proprio sbagliato strada: ci siamo rotti di voler essere progressisti!!!!!

Laura Boldrini ammette: “È stata una frustata”

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Laura Boldrini ammette:

Di Redazione 21 Mar, 2018

La sinistra è uscita da queste elezioni con le ossa rotte. Mai nella storia repubblicana la sinistra aveva preso così pochi voti. Un dato che Laura Boldrini ha metaforicamente definito “una frustata” e ha indagato sulle ragioni della sconfitta, adducendole alle nuove modalità di comunicazione:

“Che è successo, che cosa non ha funzionato? Ho pensato che tre mesi erano pochi. Abbiamo avuto poco tempo, poche risorse, poi abbiamo avuto il deficit più grande: è che non abbiamo capito che queste erano le prime elezioni digitali, le prime elezioni dei social media. E lì noi eravamo molto impreparati, perché neonati e perché si fa fatica a far capire ai nostri l’importanza della sfera digitale”.

Non le manda a dire la presidente uscente della Camera, Laura Boldrini, che ha incontrato i militanti di Liberi e Uguali a Milano, in compagnia del neo senatore Francesco Laforgia:

“La parola d’ordine è apertura, apertura, apertura. Dopodiché ci dovrebbe essere, se questa sarà poi la volontà di tutti, la creazione di un nuovo soggetto politico, cioè si dovranno sciogliere i tre (Art. 1-Mdp, Sinistra italiana e Possibile, ndr) che oggi esistono e arrivare, attraverso l’allargamento, a un orizzonte progressista, che nel nostro Paese deve riuscire a ricominciare da zero, perché c’è stato un terremoto violento. La casa progressista è stata resa al suolo e, dunque, adesso bisogna ricostruirla con l’ascolto, con l’umiltà e l’inclusione, cercando di dare una prospettiva diversa”.

Poi interviene anche sul tema dell’allargamento al PD:

“Nell’orizzonte progressista c’è spazio per tutti coloro che vogliono intraprendere un cambiamento serio, che non vogliono galleggiare. Al bando il galleggiamento, perché la lezione è chiara per tutti, per noi ma anche per il Partito democratico. Se ci sarà la volontà di capire quello che è successo fino in fondo e di cambiare radicalmente, evidentemente nell’orizzonte c’è posto per tutti, ma questo dipenderà molto dai percorsi che vorremmo intraprendere, noi e gli altri della stessa famiglia progressista”.

A chi le chiedeva se l’uscita di scena dal Pd di Matteo Renzi agevola questo percorso, Boldrini ha replicato:

“Non è una questione di persone, ma di politiche e di modelli che si vogliono applicare alla società, alla politica industriale, al lavoro, al modo di concepire il welfare. Se tutto questo può essere riconsiderato e ripensato in un’ottica dell’intelligenza artificiale, della robotica e delle sfide che abbiamo davanti, allora è possibile ricomporre un orizzonte. Altrimenti no”.

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Giorgio Coppoli
Mar 22
Ma come mai la Lega ha preso tanti voti anche senza usare le nuove “modalità di comunicazione”? La colpa è sempre di qualcun altro, mai per la propria incapacità
Gio Rey
Mar 22
È evidente che non ha ancora capito un cazzo,, meglio così, così la prossima volta dopo la frustata finisce direttamente nella pattumiera…
Milena Maurizzi
Mar 22
Non pensi che forse è solamente che gli italiani non ti vogliono punto è basta ?
Narcy Scaburri
Mar 22
Stai sulle palle a tutti….
Mar 22
La frusta la dovevano usare come cappio
Raimondo Marras
Mar 22
Altro che ossa tutto se rotto con questa politica nemica dellitalia e italiani vai in Africa cosi come piace a te saranno felici la pero peccato non puoi rubare e prendere il vitalizii
roberto lise
Mar 22
Hanno preso anche troppi voti, una campagna elettorale tutta incentrata sul Attenti al Lupo ! Oca giuliva i fascisti ti hanno inchiappettata per bene !
Bupu
Mar 22
Il problema del PD è stato solo la sua incapacità di intercettare il malcontento degli italiani e le loro necessità… complice l’arroganza del suo leader che ha pensato fino all’ultimo di poter fare quello che “gli garbava” impunemente 🙄
Michel Roony
Mar 22
Apertura…. apri il cervello per capire che stai sul cazzo a tutti gli italiani
Goffredo
Mar 22
Guardatela la faccia…non vi fa venire voglia di menarla? Guardatela bene e riflettete

Che dite….lo radiamo dalle Forze Armate?

IL GENERALE DELLA FOLGORE SCRIVE ALLA PINOTTI CONTRO LE PROTESTE DELL’ANPI PER LA STELE IN MEMORIA DEI PARACADUTISTI TEDESCHI

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IL GENERALE DELLA FOLGORE SCRIVE ALLA PINOTTI CONTRO LE PROTESTE DELL'ANPI PER LA STELE IN MEMORIA DEI PARACADUTISTI TEDESCHI

Non si ferma la polemica a Cassino tra paracadutisti e partigiani. La querelle della stele per i “parà nazisti”, aspramente contrastata dall’Anpi, è diventata un vero e proprio caso istituzionale. Che ha coinvolto anche il ministro della Difesa, Roberta Pinotti. Il Generale Marco Bertolini della Folgore, presidente dell’Assciazione Nazionale Paracadutisti d’Italia, infatti, ha scritto una lettera al ministro per chiedere spiegazioni riguardo la “frittata” partigiana e suggerendo di togliere i fondi ai nipoti dei partigiani.

“Alcuni giorni – si legge nella missiva – fa il Generale di Corpo d’Armata Hans-Werner Fritz, Presidente dell’associazione paracadutisti tedesca, mi aveva avvertito che stava venendo in Italia con un gruppo di associati per una cerimonia a Cassino in memoria dei valorosi paracadutisti tedeschi che caddero durante la Seconda Guerra Mondiale. Il generale Fritz era il mio corrispettivo presso il Coiu tedesco di Potzdam quando io ero in servizio con lui vennero affrontati molti problemi comuni, tra cui il coordinamento dei nostri sforzi per l’ormai dimenticato ripiegamento dell’Afghanistan, l’alternarsi italo-tedesco al Comando della Task Force a Erbil, ed altre cosette del genere. Ovvio quindi che tra lui e me si creasse una certa familiarità sfociata in amicizia nel corso del Congresso delle Associazioni Paracadutisti Europee del 2017, durante il quale ci siamo reincontrati, seppur in vesti differenti da quelle con le quali ci eravamo salutati un anno prima a Erbil“.

Dopo la protesta dell’Anpi e la cancellazione della cerimonia, il generale Bertolini ha esoposto al collega “i miei sentimenti. Che sono di vergogna profonda”. E così ha deciso di prendere carta e penna e scrivere alla Pinotti “per metterla a parte della frustrazione di tutta l’Anpd’I e per suggerirle di prendere qualche misura per ribadire ai nostri commilitoni tedeschi, ma non solo, che gli appelli alla sbandierata “difesa comune” europea non sono parole vuote. E che non abbiamo dimenticato i doveri che ci derivano dalla nostra ppartenenza alla civiltà cristiana, che ha nel culto dei morti, di tutti i morti, e soprattutto dei Caduti, di tutti i Caduti, uno dei suoi più radicati appigli“.

Infine, l’accusa contro l’associazione dei partigiani: “Le chiedo – scrive Bertolini – anche di valutare se un’associazione come l’Anpi, protagonista di questa bella frittata oltre che di tutt’altro che edificanti manifestazioni di carattere virulentemente politico come quello che ci ha proposto la cronaca degli ultimi mesi, possa essere confusa con le associazioni d’Arma, avendo anzi contributi finanziati dal Suo Ministero che le altre non possono neppure immaginare“. Finanziamenti che Giuseppe De Lorenzo aveva svelato in una inchiesta sul Giornale.

Fonte: qui

E parlando dei Centri Sociali….

…da sempre protetti dalla sinistra pubblica e legale, magari sottacendo e non commentando ma mai intervenendo con una critica obiettiva, per carità! Quella la riserviamo per i giovani di destra…

Il pericolo rosso torna a fare paura, l’Arma: “Li teniamo d’occhio, anche usando il web”

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Sono veri e propri covi di illegalità, quelli in cui si riuniscono i nemici dello Stato, del sistema, delle forze dell’ordine, quelli che pur di imporre il loro pensiero devastano città, sfondano vetrine, tirano bombe carta, picchiano carabinieri e poliziotti.Sono i centri sociali, in Italia attivi a centinaia.

I più conosciuti sono oltre 250, ma i gruppi antagonisti, nel Bel Paese, sono migliaia. Sono organizzati, hanno una struttura definita e si muovono assieme. Se da una parte l’attenzione dei tutori della legge è puntata sulle realtà di estrema destra, come gli Skinhead, che contano «adepti» anche in Italia, dall’altra quello che ultimamente fa più paura è l’antagonista di estrema sinistra. Il pericolo rosso, insomma, torna a far parlare di sé in un periodo storico in cui lo spostamento del pensiero collettivo europeo verso il centrodestra e l’estrema destra si fa sentire. Lo abbiamo notato anche in Italia a ridosso delle elezioni con le manifestazioni antifasciste che a Piacenza, Torino e altri centri hanno portato al bilancio di un carabiniere e diversi agenti feriti anche in modo serio.

Al primo posto nella lista delle città che vantano il triste primato dei gruppi più violenti c’è Torino, dove l’attivissimo Askatasuna torna a far parlare di sé dopo anni di scontri per la questione No Tav. Da lì proveniva Giorgio Battagliola, uno dei picchiatori del militare dell’Arma Luca Belvedere, aggredito a Piacenza. «La repressione è l’arma del nemico per farci desistere. Sono consapevole di essere nel giusto. Non siamo in carcere per nulla, ma per un vero ideale che passo dopo passo torna a essere una forza di lotta nazionale», nella lettera di Battagliola agli amici, dal carcere di Piacenza, si sintetizza il pensiero di chi aderisce ai centri sociali. Al secondo posto c’è Bologna, spesso protagonista di scontri tra forze dell’ordine e manifestanti.

Lì è molto attivo il Teatro polivalente occupato, i cui appartenenti si sono resi protagonisti di diversi episodi di violenza. A Bologna della galassia degli antifascisti fanno parte anche Làbas e Crash. E poi c’è Napoli, con il discusso Ex Opg occupato Je so pazzo, che al G7, la scorsa estate, protestò contro i potenti riuniti a Taormina. A Napoli molto attivo anche il centro sociale Insurgencia. A Roma fa parlare di sé il Macchia Rossa, mentre a Milano sono attenzionati il Cantiere, il Cox 18, lo Zam e il Lambretta. A Palermo, dove un militante di Forza Nuova è stato di recente picchiato, si ricordano Anomalia ed Ex Karcere, a Padova il Pedro, a Rimini il Casa Madiba, a Livorno il Teatrofficina Refugio, che il sindaco pentastellato Filippo Nogarin ha difeso a più riprese nonostante gli striscioni contro Israele che hanno sollevato non poche polemiche.

A Brescia c’è il Magazzino 47, a Cremona il Kavarna, a Trento il centro sociale Bruno, a Piacenza il Controtendenza e a Pisa il NewRoz spazio antagonista. Gruppi rossi che, in qualche modo, hanno fatto parlare delle loro azioni violente. Peraltro, i loro organismi di diffusione delle notizie ben si conoscono. Uno dei siti che più li rappresenta è Infoaout.org, che riporta informazioni aggiornate sui centri sociali. Molto vicina a questo mondo è anche la testata livornese Senza Soste, spesso dalla parte di antifascisti e antirazzisti. Più volte dal Nucleo antiterrorismo e dai Nuclei informativi dell’Arma dei carabinieri hanno spiegato che «c’è un controllo su quelli che sono i movimenti dei centri sociali e dei gruppi violenti in genere. La verifica avviene attraverso un’attività e investigativa su strutture e organizzazioni anche attraverso l’uso di internet».

La prossima conferenziera ai Centri Sociali come la Balzerani?

Troppo bello! Ho volutamente riportato anche un po’ di commenti che si è meritata la nostra suffragetta rossa!

La prof contro i poliziotti:

Torino, 28 feb – “Finalmente hanno un motivo per estromettermi dalla scuola”, così la professoressa Lavinia Flavia Cassaro ha tuonato a Il Primato Nazionale. L’insegnante in prima linea negli scontri di piazza a Torino, non si pente. Nella foto che pubblichiamo e postata sul suo profilo Facebook, compare davanti a un microfono a cantare accanto (tra gli altri) a Maura Paoli, consigliere comunale torinese dei Cinque Stelle. La professoressa, che insegna all’Istituto Comprensivo Leonardo da Vinci di Torino, dopo aver manifestato contro CasaPound augurando la morte agli agenti in servizio, “vigliacchi mi fate schifo dovete morire”, ai microfoni di Matrix ha ribadito il concetto: “Certo, ho detto quelle parole perché loro stanno proteggendo i fascisti, e perché un giorno potrei trovarmi fucile in mano a lottare contro questi individui”.

Professoressa, lei insegna in una scuola pubblica e in piazza a Torino ha augurato la morte ai poliziotti presenti.

Mi hanno estorto dichiarazioni a caldo. Mi hanno denunciato per oltraggio a pubblico ufficiale, ma anche io sono un pubblico ufficiale. Non auguro la morte al singolo poliziotto ma a tutto l’apparato statale militare connivente con i fascisti. Auguro la morte al sistema fascista che i poliziotti stanno difendendo. E’ in atto una campagna di criminalizzazione dell’antifascismo da parte dei giornalisti.

Lei da antifascista vuole quindi ricorrere alla violenza?

Guardi, già probabilmente mi licenzieranno. Se volevate ottenere il mio licenziamento state sereni che ci sarà. Il fascismo sta ponendo le basi per prendere potere, grazie al silenzio e alla connivenza di tutti. O lo assecondiamo oppure paghiamo a costo della vita. Se vanno al governo i fascisti si deve ricorrere alla violenza, l’antifascismo non si può fare con i fiori e neppure più con la cultura. Come in Israele e in Turchia che sono regimi fascisti. I politici e i vertici della polizia difendono i fascisti, perché secondo lei non ci hanno lasciato arrivare vicino a Di Stefano di CasaPound?

Perché altrimenti cosa avreste fatto?

Io avrei spiegato le mie idee. Non posso dire cosa avrebbero fatto gli altri manifestanti, non posso fare ipotesi. La presenza in piazza di Simone Di Stefano è un atto illegale. La presenza alle urne di CasaPound è inaccettabile.

Professoressa, ce lo dica chiaramente, condanna gli atti violenti da parte degli antifascisti? Che ne pensa dell’episodio di Massimo Ursino che è stato legato e malmenato a Palermo?

Ma quale malmenato, è una montatura. Non mi dissocio, è stata un’umiliazione pubblica, uno spunto di riflessione.

a cura di Eugenio Palazzini

© Il Primato Nazionale 2017

40
Comments

Silvana Di Via
Mar 01
Questa è stronza fino al midollo
giuseppe danieli
Feb 28
Lo ridico…ricordo ciò che disse Pasolini, che non era di destra, parlando degli scontri di Valle Giulia….tra i “figli di papa” universitari e i celerini so dove stanno i proletari…figli di operai…sono quelli in divisa.
Davide Emiliani
Mar 01
Meriti il licenziamento in tronco…lascia il posto a giovani che lo meritano meglio di te.I poliziotti non sono né da una parte ne dall’ altra sono lì per l’ ordine pubblico.
Enrico Savoca
Mar 01
Che il licenziamento sia giusto lo trovo un fatto ineccepibile; detto ciò utilizzare una demente per descrivere: “i comunisti” mi sembra ridicolo. Quelli che hanno caricato la celere facevano parte di un’unica associazione, per altro abbastanza controversa, che non descrive nulla in più dell’opinione di chi nè fa parte. Non mi nasconderò dietro un dito, le mie idee sono di estrema sinistra e proprio perché credo in esse non mi sognerei mai di impedire a qualcuno di dire ciò che pensa (anche quando non né condivido una sillaba) questo è appannaggio solo delle dittature, rosse o nere che siano. I buffoni che non capiscono un ragionamento così elementare, o fanno finta di non farlo, dietro i propri slogan non hanno idee migliori di questa rivoluzionaria della domenica.
ryky8358
Mar 01
Tanto si attaccherà alla birra 🍻, come ha fatto durante la manifestazione, e se gli dovesse succedere qualcosa non chiamasse la polizia!!!
Marco Marco
Mar 01
Lasciarti lavorare insieme ai bambini è pericoloso, meglio che vai a zappare la Terra e la prossima volta impara a rispettare gli altri
Giovanni Belloni
Mar 03
Solo casa puond è inaccettabile alle urne ?! E il partito comunista no ?! Fanno schifo entrambi fino al midollo…..l’ estremismo porta Ste teste di cazzo in giro per le strade
Great shot
Mar 02
Esiste solo in Italia questo residuato bellico chiamato proletariato, una ideologia che e’ fallita ovunque, ce la ritroviamo qui da noi pazzesco. Parla una persona di sinistra.
Prince Andrew
Mar 01
Dalla bacchetta alla Beretta,piccoli brigatisti crescono
Deborah Santambrogio
Mar 01
Rognosa che non sei altro…… E tu che lavori per lo stato sputi sullo stato? E tu che fai l’insegnante dovresti essere un esempio per i nostri figli? Sparati …… Tu sei una fascista della peggio specie

Come si cambia…per non morire…

…così recitava una bella canzone di Fiorella Mannoia. 🎶🎶

Guardate questo:

SUL “NUOVO PARTIGIANO” CASINI LA SATIRA DEL WEB, DISGUSTATI GLI ELETTORI DEL PD
PioveGovernoLadro2018-02-19
SUL

Pier Ferdinando Casini candidato del Pd “è qualcosa che non sarei mai arrivato a immaginare. Io sono amico di Casini, gli voglio anche un gran bene, ma mai sarei arrivato a immaginare che un giorno sarebbe andato a chiedere voti agli elettori di sinistra, né che gli elettori di sinistra avrebbero potuto votare Casini”. Lo ha detto Silvio Berlusconi pochi giorni fa. E il suo stupore diviene adesso ironia dinanzi a una foto imbarazzante che ritrae Casini in una sede del Pd con dietro i ritratti di Togliatti, Gramsci, Longo e Matteotti. I padri nobili di una sinistra con cui Casini non ha mai avuto nulla a che fare.

Lo stupore di Berlusconi è anche il nostro. Anche perché Pier Ferdinando Casini non era un democristiano che stava con Moro e con gli aperturisti al Pci, no, lui era il portavoce di Arnaldo Forlani, della destra Dc, e come capo dei giovani democristiani all’inizio degli anni Novanta attaccò duramente il Pci e l’Anpi per le vicende del “triangolo della morte”.

In quella circostanza l’Anpi gli replicò duramente sostenendo che per i partigiani non si sarebbe dovuto fare alcun processo. Invece i processi per fortuna ci furono e i partigiani che avevano compiuto efferatezze furono condannati, tranne quelli a cui i soldi del Pci garantirono un esilio dorato oltrecortina. Ma certo, questa vicenda di Casini candidato con l’appoggio del Pd grida vendetta: non tanto verso il centrodestra, quanto verso tutta la storia personale e politica – e alla coscienza – di Casini, che ancora nel 2004, da presidente della Camera, raccontò questo episodio il 3 novembre 2003 alla presenza del cardinale di Bologna Giacomo Biffi: parlando dell’atroce delitto di San Giovanni in Persiceto commesso dai partigiani rossi il 4 novembre 1948, Casini ricordò che Giuseppe Fanin, un sindacalista cattolico di 24 anni, fu ucciso a sprangate da un gruppo di comunisti “nel corso di un’azione insensata, tutta iscritta nella logica della violenza e dell’odio, ideata dal segretario della sezione del Pci di San Giovanni in Persiceto, come poi riconobbero le sentenze giudiziarie”.

E questo lo disse da presidente della Camera. Ma se Casini ha la memoria corta, e oggi dice per giustifcare la sua candidatura che “dobbiamo continuare a essere lievito del rapporto tra moderati e progressisti che non ha alternative”, ammettendo di far parte di quei “moderati che hanno consentito ai governi Letta, Renzi e Gentiloni di stare in piedi”, per fortuna il web la memoria ce l’ha molto più lunga, e ci auguriamo anche gli italiani. E ci sono articoli in cui si ricorda che nel marzo 1991, dopo le rivelazioni di Otello Montanari e la scoperta che nel triangolo della morte c’erano quindicimila desaparecidos fatti sparire dai partigiani comunisti, fu proprio Casini, insieme con Castagnetti e – pensate un po’ – Sergio Mattarella, che oggi tuona contro il fascismo unico male assoluto, che andarono a riaprire la pagina oscurata degli eccidi comunisti, chiedendo al Pds, al ministero degli interni e all’Anpi di collaborare per fornire almeno un censimento delle vittime.

Non ci fu mai risposta, ma le cifre sono diverse: il senatore e storico Giorgio Pisanò parlo di 50mila vittime. Lo stupore di Berlusconi insomma è il nostro, e probabilmente anche quello degli elettori del Pd: sperano – speriamo – tutti che Casini non venga eletto, così come la gente comune. Sul web le prese in giro a Pier Ferdinando sono ormai tantissime, e persino Osho gli ha dedicato una vignetta che pubblichiamo, insieme ad altre prese in giro.

Fonte: qui

SUL

L’articolo SUL “NUOVO PARTIGIANO” CASINI LA SATIRA DEL WEB, DISGUSTATI GLI ELETTORI DEL PD sembra essere il primo su Piovegovernoladro.

 

Gli diamo una mano?

https://www.change.org/p/fermiamo-la-strage-di-randagi-per-i-mondiali-di-calcio-in-russia-2018

Diretta a Presidente della Federazione Russa Vladimir Putin ed ad 1 altro/a

Fermiamo la strage di randagi per i Mondiali di Calcio in Russia 2018!

In previsione dei Mondiali di Calcio organizzati in Russia nei mesi di Giugno e Luglio 2018 chiediamo il supporto di chi ha cuore la sorte degli animali, persone ed organizzazioni, per FERMARE il tremendo massacro di randagi attualmente in atto in Russia.

I funzionari russi preposti a questo compito spiegano che questo sta accadendo “per assicurare un piacevole e sicuro soggiorno” e “per dare una buona immagine” a tutti coloro che prenderanno parte all’evento e che provengono dalle diverse nazioni coinvolte in questa manifestazione sportiva.

Questa orrenda “tradizione” deve cambiare!

In Russia c’è una mancanza di standard soddisfacenti per quanto riguarda la rete di rifugi, supporto veterinario e cibo destinato a cani e gatti randagi. Siamo ancora lontani da sviluppare una rete di questo tipo nel modo più umano e consapevole possibile.

Allo stesso tempo una gran quantità di soldi  è stata stanziata per uccidere questi animali che vengono eliminati con l’utilizzo di pistole ( maggiori informazioni al riguardo sono disponibili sul gruppo Facebook Bloody FIFA2018)

Ad oggi sono stati siglati appalti del valore complessivio di 1.95 milioni di dollari per schierare squadroni della morte, una sorta di “KGB canino”. Unidici città russe verranno invase dal sangue di randagi innocenti. Centinaia di cani, gatti e uccelli verranno soppressi utilizzando il veleno o metodi ancora più crudeli.

Chiediamo al Governo e ai politici russi di rivedere le decisioni prese di destinare fondi pubblici per la cattura e l’eliminazione di animali. Riteniamo che esistano modi più civili per affrontare questa situazione senza ricorrere al massacro di queste vittime innocenti.

Chiediamo al Governo russo di riassegnare questi fondi per la creazione di stalli e rifugi e che le autorità competenti collaborino con associazioni e volontari che hanno a cuore la sorte di questi animali e che intendono prendersene cura.

Chiediamo ai governi degli Stati che prenderanno parte ai Mondiali, ai membri e agli staff delle squadre di calcio coinvolte di chiedere al Governo russo di fermare la strage di randagi e di approvare leggi per garantire a questi animali una protezione.

Chiediamo di firmare per trasferire la sede dei Mondiali di Calcio in Paesi dove gli animali hanno diritti o, perlomeno, il diritto a vivere.

#bloodyFIFA2018

 

Questa petizione sarà consegnata a:

  • Presidente della Federazione Russa
    Vladimir Putin
  • Procuratore Generale di Russia
    Yury Chaika